lunedì 26 luglio 2010

A me Belen m'è sempre stata sul cazzo

Spett.le TIM,

a seguito di un, o meglio dire l’ennesimo, Vostro disservizio mi ritrovo a spendere ulteriori denari per l’invio del presente fax.

Sono una Vostra fedele utente da circa 5 anni e da oggi, 26 luglio 2010, ho la scheda sim bloccata nonostante le 4 richieste di aggiornamento dati (che in un anno, facendo una media matematica, sono 1 aggiornamento ogni 3 mesi!!!).

Il magnifico calvario ha inizio meno di un anno fa, ma a quanto pare non ha ancora avuto fine grazie al fatto che non viene effettuato l’aggiornamento dei miei dati (quale sia la ragione a noi poveri sventurati utenti TIM non è dato sapere): le date di richiesta di aggiornamento presso i diversi negozi TIM sono presenti sui vostri terminali, l’ultima in data odierna, tuttavia i miei dati non risultano inseriti. Risultato: scheda sim bloccata.

Come dimenticare i fantastici momenti passati al telefono a litigare con i poveri sventurati operatori di call center TIM o meglio ancora in attesa: un rimedio contro la solitudine! Porterò per sempre nel mio cuore il bellissimo tour, di cui avrei fatto volentieri a meno, presso i diversi punti TIM: entusiasmante!

Da operatrice di marketing posso affermare che la Vostra gestione del ciclo di vita delle relazioni con i clienti è a dir poco penoso e, personalmente, appena avverrà lo sblocco della mia sim (ormai passo le notti a sognare una sim bionda vestita d’azzurro giungere alla mia porta su di un cavallo bianco) provvederò al cambio del gestore telefonico. In cambio Vi offrirò un passaparola straordinariamente negativo: complimenti, avete appena perso un fedele cliente!


Sgarbatamente,

S. L.

venerdì 18 giugno 2010

Stanza.

Guarda la sua immagine riflessa nello specchio. Osserva ogni particolare come se si dovesse riconoscere.

Inclina leggermente la testa da un lato, guardandosi negli occhi, sembra che stia flirtando con se stessa. Si lecca velocemente le labbra. Con un dito ne percorre il contorno una, due, tre volte. Velocemente. Poi la sua attenzione torna sugli occhi.

Prende la spazzola e inizia a passarsela tra i capelli continuando a mantenere lo sguardo fisso. Tira i capelli indietro per legarli in una coda.

Mi piace così. Si vedono i lobi e i lineamenti dolci del viso, la forma degli zigomi, i muscoli del collo. Gli occhi sembrano più lunghi.

Si volta di scatto per guardarmi. Resta per un attimo immobile, quasi per mettermi a fuoco, poi sorride. Dev’essersi accorta del mio sguardo che penetrava pesante e curioso oltre la fessura della porta lasciata socchiusa.

Viene da me mantenendo sulle labbra quel sorriso. Si avvicina e io la bacio, come si bacia una fotografia, a labbra chiuse, con dolcezza.

Sembra più giovane della sua età, forse per via delle lentiggini o del suo modo di fare. Forse per via della sua pelle bianchissima o del suo modo di parlare.

La osservo mentre si trucca. Si analizza il viso allo specchio. Apre la bocca mentre si accinge a passare il mascara sulle ciglia. Ha i denti grandi e bianchi, la bocca piccola e carnosa, rosa.

Mi dice che è pronta, che possiamo andare e io non so fare altro che sorriderle. Sorrido e annuisco. Raccoglie le sue cose guardandosi intorno. Io controllo solo se ho le tasche dei pantaloni piene. Le porgo gli orecchini che aveva dimenticato sopra il comodino, ma non li indossa, li ripone nella piccola borsa.

Avvicinandomi alla finestra sposto la tenda per guardare fuori, ma mi anticipa dicendo che non c’è nulla da vedere da lì. Dev’essere già stata qui, chissà con chi.

Prima di uscire mi volto a guardare quella stanza. Dico “ ciao camera”, la bacio piano sulle labbra strette e chiudo la porta dietro di noi.