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sabato 22 ottobre 2011

LA CURA

Pulirsi l’anima dai pensieri e dalle tue impronte.

Mi hai lasciato solo puzza di fumo di scarsa qualità, qui dentro. Vorrei trafiggerti il petto per controllarne il contenuto, verificare, con prudenza e con la mia solita curiosità, l’esistenza di un muscolo chiamato cuore, per poi estrarlo e darlo in pasto ai programmi della domenica sulla rete nazionale. Crudele, lo so e lo sai anche tu.

E tu che dici che basta respirarmi per sentirti felice, tu che di notte appoggi sempre una mano su di me, tu che se non mi trovi al tuo fianco inizi a cercami nel buio di questi quattro muri, proprio tu hai bruciato lo spazio e l’aria, hai distrutto tutto.

Mentre mi asciugo i capelli progetto la tua morte, la nostra fine. Una fine tragica e romantica, triste e disperata, esattamente come vorrei fosse questa storia dalla trama breve e senza spessore

venerdì 5 agosto 2011

Suonami

Imperanti richieste o solo imperativi.


Suonami, come corda d’arpa

La mia schiena si inarca.

Pizzica la mia anima solitaria

Colpiscimi, fendi l’aria.

Suonami.

sabato 16 aprile 2011

CALCINACCI

Calcinacci sul fondo dei tuoi occhi, per saper che ho abbattuto il muro che interponi. E lascia che ti assapori, che ti assorba fino in fondo al mio respiro, fino in fondo alle mie più profonde cavità.
E non siamo solo pezzi di carne. E non siamo solo due dannate anime sporche.

Abbatti quel fottuto muro, voglio solo guardare lo spazio che hai dentro e sentire l’odore di vecchio diventare nuovo.

Calcinacci e polvere sul fondo della tua voce vuota, assente, assetata di silenzi. E lasciami tacere finché voglio, lascia che il mio silenzio ti narri le storie che lo intesse, sempre le stesse.
E non siamo solo maledettamente simili. E non siamo poi così distanti.

giovedì 6 gennaio 2011

Il silenzio non basta mai

Le mie orrende mani scorrono rapide sulle lenzuola umide falciando le teste dei pensieri che ti riguardano. Ti guardano. Guardami! Non ho che noia. Ultime tracce, le tracce di una lotta mai iniziata. La notte mi lecca, lecca i bordi di questa vita stanca. La tua assenza si fa densa come schiuma e come schiuma mi avvolge. Pesante. La voglia si condensa tra le cosce di porcellana, ma è solo l’incontro carnale di sue solitudini, lo sai. Siamo due solitudini che si scopano. Il silenzio non basta mai, lamina di acciaio su questa schiena. Gelido e duro il silenzio non placa le immagini che scorrono veloci sugli occhi, sotto le palpebre. E adesso chiamami, mormora il mio nome. Spezza il silenzio e infrangi le mie dita fredde. Fottimi il cervello. Le parole le ho vomitate tutte e ora non ne voglio più. Le parole sono finite, ma il silenzio no, non finisce. Eppure non basta mai. Lo sento che stai giocando le tue carte migliori, ma io non ho strategie. La struttura di un sentimento malato. Sezionami. Torturami. Profanami. Bruciami. Ci vuole coraggio, ci vuole il tuo. Ci vuole cervello, ci vuole il mio. Ci vuole silenzio, il lusso del silenzio. Guardami. E sputa, sputami. Sputa fuori il tuo seme, sputa fuori questo cuore. Sputa.

E adesso finiscimi.

mercoledì 8 dicembre 2010

Care bugie

Mi inganni, come pure mi ingannano queste fottute paure, che mi gelano, paralizzano. Le tue care bugie le ho amate più di ogni altra cosa: come neve alla sera, hanno coperto tutto ammutolendo anche le voci più maligne e acute. Mi inganni, come pure fa l’amore, quel Dio bastardo, figlio di puttana. Mi inganni come mi inganna il tempo che passa silenzioso tra queste ciglia, su questa pelle, tra le mie mani. E mi inganni come fa l’amore che mi riempie o mi svuota, che mi fa piangere o godere, che mi fa dormire o vegliare. Mi inganni come fa il vento, che si infila sinuoso tra le fronde degli alberi a far tremare le foglie lasciandomi credere, illudere, che quello sia il melodioso scrosciare della pioggia.

Mi inganni e io ti adoro per questo, perché riempi i buchi di questa tremante esistenza con le menzogne che mi piacciono di più, quelle che voglio sentirmi dire.

martedì 17 agosto 2010

Per un cuore di eternit

L’amore è una cagna bastarda che mi lecca i piedi.
Ieri ho urlato a una luna di piombo le parole che non so dirti.
Un branco di falene mi ha succhiato via la luce lasciandomi fosca e opaca.
Senza parole non riesco a capire, senza scrivere mi sembra di appassire.

L’amore è un vile che mi ruba un portamonete sdrucito e vuoto
È un vile a cui avrei la forza di spaccare le ossa.
Se mi assento da me stessa rischio di fare del male
Se ti assenti da me rischi di farti davvero male.

L’amore è una foglia di ortica che bisogna lavare bene
Ma la mia pigrizia è più forte e poi adoro il dolore.
Non pagherei più di 3 euro per un cuore di eternit
Ma pagherei con la vita un’emozione che mi faccia sanguinare.